Saper comunicare in modo assertivo significa riconoscere le diversità e rispettarle. Come già detto negli articoli precedenti “So cosa provo” e “So come dirlo“, ogni comunicatore deve essere ben consapevole di possedere un’identità differente da quella di coloro che ha di fronte e riconoscere pari diritti.
Le diverse opinioni, se espresse in modo assertivo, hanno uguale dignità e sono entrambe valide.
Immaginate di essere in un ampio giardino, all’ora del tramonto: voi camminate da est a ovest ed il vostro interlocutore viaggia da ovest a est. Alle spalle del vostro interlocutore, all’orizzonte, voi vedete un bellissimo sole rosso e brillante, il cielo è terso, nessuna nuvola.
Incrociate il vostro interlocutore, che vi saluta, un po’ frettolosamente, e vi dice “presto, presto, a casa! Qui a breve scende il diluvio!”
Qual’è il vostro primo pensiero? Probabilmente pensate stia scherzando o, dentro di voi, lo sbeffeggiate… C’è un tramonto meraviglioso!
Eppure decidete di essere assertivi ed accogliere entrambi i punti di vista, vi girate per guardare alle vostre spalle e, in effetti, il cielo non promette nulla di buono! Il vostro interlocutore, d’altro canto, potrà girarsi e vedere coi vostri occhi, assumere il vostro punto di vista, comprendendo così perché era apparso uno sguardo sbigottito sul vostro volto in risposta alle sue parole (comunicazione non verbale).
L’esempio che ho fatto è abbastanza semplice e semplicistico, ma bene fa intendere quanto sia importante assumere anche il punto di vista altrui per poter rispettare entrambe le opinioni.
Vi lascio con alcuni quesiti:
– Ti è mai capitato di essere certo di avere ragione?
– Ti è mai capitato di ricrederti?
– Quante volte hai pensato di non essere ascoltato e come ti ha fatto sentire?
– Quante volte non hai ascoltato e come pensi si sia sentito il tuo interlocutore?

Mi è capitato le 3 cose. .E ho bisogno di un psicologo! !
"Mi piace""Mi piace"