Cos’è il Panico
Etimologicamente, la parola panico deriva dal Dio greco Pan, un Dio molto brutto, metà uomo e metà caprone, probabilmente abbandonato alla nascita per la sua bruttezza. Egli faceva lo spavaldo con le ninfe, tra i boschi della selvaggia Arcadia, regione montuosa dell’antica Grecia. Il suo massimo divertimento era spaventare, con ululati terribili, le ninfe e i viandanti che attraversavano i suoi boschi: talvolta ululava così forte che si spaventava da solo.
Da qui il termine panico prende il significato di terrore che assale improvvisamente.
Grazie a Gabriele D’Annunzio, però, abbiamo anche un significato positivo del termine panico, ovvero un sentimento di profonda partecipazione e unione alla natura che ci circonda. Il “panico della natura” (o Panismo) permette all’essere umano di fondersi con la natura: essere soli in mezzo al bosco della nostra anima può spaventarci, ma è entusiasmante sapere che possiamo conoscerci profondamente ed unirci al nostro reale essere.
Vi propongo, allora, di scrivere una lettera per dire addio a Pan, ovvero al panico inteso come terrore, e dare il benvenuto al panico come unione con ciò che si è davvero, profondamente.
La mia lettera sarà un esempio, sentitevi liberi di usarla e/o scriverne una tutta vostra. Sono certa che gli ululati di Pan non faranno più paura.
UNA LETTERA D’ADDIO A PAN
Carissimo Pan,
ho scoperto che sei proprio un caprone gigolò, fai compagnia ad un mucchio di persone, non sono l’unica per te e per questo ho deciso di lasciarti! Non proverò più panico per te, non mi fai più paura perché ormai ti conosco troppo bene.
Ho passato tanti giorni e tante notti ad aspettarti, mi aspettavo che arrivassi a togliermi il fiato e farmi battere forte il cuore… Ma niente, non arrivavi mai quando ti davo l’appuntamento… arrivavi sempre e solo quando dicevi tu, mio caro Pan.
Forse non sono mai stata abbastanza chiara sull’orario in cui potevi presentarti… Ecco.. si! Provo a mettermi in discussione un po’ anche io… magari ti do un ultimo appuntamento se riesci a rispettarlo. Ti aspetto tra 5 minuti, puntuale come un orologio svizzero! Sono le ore xx:xx, ti aspetto per le ore xx:xy.. Sarà la tua prova d’amore per me, tu arrivi puntuale ed io ti lascerò di persona… altrimenti dovrai accontentarti di questa lettera, mio caro Pan!
Mi dispiace lasciarti ma così ho deciso, oggi, ora, questo momento è e sarà l’ultima occasione per incontrarsi di nuovo.
Ho deciso che sono abbastanza grande e forte! Io ti lascio! Io cammino da sola, felicemente, nel bosco della mia anima!
Se mi tornerai in mente, ti penserò come penso ad un vecchio ricordo lontano, un po’ sbiadito ed innocuo.
Sarai per me un piacevole ricordo! Davvero! Mi hai fatto compagnia in momenti di stanchezza e agitazione… ma sei sempre stato così imprevedibile che, sai, mi sono proprio stancata!
Grazie perché mi hai permesso di conoscermi un po’ più a fondo, ora conosco un po’ meglio le mie paure, e le accetto come tali! Sono anche molto più consapevole di ciò che mi fa stare bene… Il bellissimo bosco della mia anima mi sta regalando frutti stupendi: qui accanto a me, in penombra, c’è un bellissimo ciliegio in fiore. Il sole mi accarezza il viso, la temperatura è mite ed io, nel bosco della mia anima, ci sto bene!
Non ci sono mostri cattivi, c’è solo un caprone che ogni tanto si diverte ad ululare… tu, Pan!
Se tornerai a bussare alla mia porta, non ti aprirò, patti chiari e amicizia lunga!
Manteniamo le giuste distanze!
Grazie per la comprensione, da ora dedicherò il mio tempo a ciò che mi piace e a coloro che amo e che mi amano. Ma, soprattutto, dedicherò il mio tempo a conoscere me stessa e agire per il mio bene!
Con affetto e a mai più rivederci!

Una lettera d’addio ad un’emozione poco funzionale. Per lasciare spazio e se stessi e forse anche alla paura che, in certi momenti, ha una funzione adattiva 💪😍
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