ADOLESCENZA, assertività, consapevolezza, emozioni, MENTE E CORPO, Psicologia generale

Dai un nome all’emozione – Alessitimia

Prendi un’emozione, chiamala per nome,
Trova il suo colore e che suono fa.
Prendila per mano, seguila pian piano,
Senti come nasce, guarda dove va.
Prendi un’emozione e non mandarla via,
Se ci vuoi giocare, fai cambio con la mia.
Puoi spiegarla a chi non la sa
E tutta la tua vita vedrai
Un’emozione sarà.
Le emozioni sono l’arcobaleno che colora il cielo dentro di noi
(“Prendi un’emozione“- Testo e Musica: Lodovico Saccol – Zecchio d’Oro 2015)

Sembra solo una canzone per bambini, eppure ci sono tanti spunti interessanti anche per gli adulti. Non tutti gli adulti, infatti, sanno quanto sia importante accogliere le proprie emozioni, nominarle, condividere con chi hanno accanto quello che provano: parlarne.

Sono passati ormai più di 7 anni dalla mia laurea magistrale, tante cose sono cambiate ma una è rimasta sempre viva: il mio interesse per le emozioni. La mia tesi parlava proprio di esse: “Regolazione emotiva e tossicodipendenza”. Per scriverla, proposi dei questionari ad alcuni pazienti “patologicamente dipendenti da sostanze”, cercando di analizzare le loro abilità di identificazione, riconoscimento e verbalizzazione delle emozioni.

Dalle ricerche che analizzai emergeva che le persone con “pensiero orientato all’esterno”, ovvero preoccupate al loro stato fisico ma scarsamente in contatto col proprio “mondo interno”, non fossero in grado di “pensare l’emozione”, e quindi nemmeno di “regolarla”, ad esempio comunicandola agli altri. Quando l’unico “linguaggio” conosciuto è quello del corpo, anche per far fronte ai vari eventi della vita si userà il corpo, ad esempio soffrendo di malattie che non hanno riscontro organico (disturbi somatoformi/ psicosomatici), attuando comportamenti impulsivi in risposta ad eventi attivanti, oppure, ancora, abusando di sostanze stupefacenti.

Il termine “alessitimia” deriva dal greco [a] privativo [lexis] parole [thymos] emozioni, ovvero mancanza di parole per esprimere un’emozione (Panaite e Bylsma, 2012). Il concetto ha cominciato a diffondersi a partire dalla fine degli anni Sessanta del Novecento, grazie alle considerazioni effettuate da Nemiah e Sifneos sullo stile cognitivo ed affettivo proprio di persone affette da disturbi somatoformi le quali presentavano, nello specifico, incapacità di identificazione ed espressione delle proprie emozioni ed i propri sentimenti, ridotta attività “fantasmatica” (ovvero scarsa capacità di sognare e fantasticare) e stile cognitivo rigido, pragmatico, ancorato a stimoli esterni e concreti.

Lascerò qualche cenno bibliografico in fondo all’articolo per chi volesse approfondire il tema.

Per spiegare meglio ciò che intendo, rispetto alla tendenza a percepire come puramente organiche le modificazioni fisiologiche che stanno alla base delle emozioni, prendo in prestito il testo della canzone che ho citato all’inizio.

“Certe volte il viso cambia colore ed il cuore prende velocità,
Nella pancia c’è qualcosa di strano, non è fame, ma chissà che sarà.
Cose che ti fanno rabbrividire o ti mettono una fifa blu,
Un saluto che ti fa balbettare, risatine che non smettono più.”
(“Prendi un’emozione“- Testo e Musica: Lodovico Saccol – Zecchio d’Oro 2015)

Come si può notare, ho sottolineato delle modificazioni organiche che, se prese da sole, fuori da ogni contesto e senza essere analizzate, non dicono nulla.
Il viso cambia colore e il cuore prende velocità quando si corre, ad esempio.
La pancia brontola se si ha fame e rabbrividiamo quando è freddo.

Questi cambiamenti fisici, però, possono essere strettamente collegati agli eventi, ai pensieri e alle emozioni del momento.
Il viso cambia colore quando siamo imbarazzati, di fronte ad una persona che tanto ci piace.
Il cuore prende velocità quando siamo spaventati, arrabbiati, innamorati, così come brontola la pancia. E rabbrividiamo per la paura, o per un triste ricordo.

Il corpo ci parla sempre, ma le parole alle emozioni le dobbiamo dare noi. Per questo vi lascio un’immagine, per me bellissima e utilissima, che può aiutare tutti, grandi e piccini, nel trovare le parole giuste. Ci tengo infine a sottolineare che non esistono emozioni positive ed emozioni negative, ma modi funzionali e disfunzionali di farvi fronte.

Robert Plutchik è uno psicologo statunitense che, partendo dal presupposto che esistano 8 emozioni di base (Gioia, Fiducia, Paura, Sorpresa, Tristezza, Disgusto, Rabbia e Aspettativa), rappresenta graficamente le emozioni “primarie” che tra loro si Oppongono (es Gioia/Tristezza), le emozioni “primarie” che tra loro si Combinano dando luogo ad emozioni “secondarie” (es. Aspettativa+ Rabbia= Aggressività) e le diverse Intensità che possono caratterizzare una determinata emozione (il colore più chiaro rappresenta una lieve intensità dell’emozione provata, il colore più scuro ne rappresenta la forte intensità). Nella sua semplicità, questo strumento può essere utile a tutti per migliorare l’efficacia del proprio “vocabolario emotivo”.

Bibliografia

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  • Caretti V., La Barbera D.(2005). Alessitimia. Valutazione e trattamento. Roma: Astrolabio
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  • Lazarus R. S. (2006). Stress and Emotion. New York, Springer Publishing Company
  • Matarazzo O., Zammuner V. L. (2009). La regolazione delle emozioni (A CURA DI). Bologna:Il Mulino
  • Pennebaker J. W. (1997). Writing about emotional experiences as a therapeutic process. Psychological Science, 8, 162-166
  • Pennebaker J. W. (2001). Tradurre in parole le esperienze traumatiche: implicazini per la salute. In: Tra mente e corpo (a cura di: Solano L.). Milano: Cortina Editore
  • Ricci Bitti P. E. (1998). Regolazione delle emozioni e arti-terapie. Roma: Carocci editore
  • Ricci Bitti P. E., Bonfiglioli L. (2009). Regolazione delle emozioni e salute. In: La regolazione delle emozioni (a cura di: Matarazzo O. & Zammuner V. L.)
  • Rimé B. (2005). Le partage social des emotions. Paris: Presses Universitaire de France (traduzione italiana 2008, La dimensione sociale delle emozioni, Bologna: Il Mulino)
  • Solano L. (2006). Emozioni e salute. In: Psicologia della Salute (a cura di: Mauri A. e Tinti C.) Novara: DeAgostini
  • Taylor G. J., Bagby R. M., Parker J. D. A. (2000). I disturbi della regolazione affettiva. L’alessitimia nelle malattie somatiche e psichiatriche.  Roma: Giovanni Fioriti Editore

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