Ho imparato a sognare
Quando inizi a scoprire
Che ogni sogno
Ti porta più in là
Cavalcando aquiloni
Oltre muri e confini
Ho imparato a sognare da là
(Ho imparato a sognare – Negrita)
Limite non è un termine “negativo”: nel suo essere ostacolo porta il desiderio di saltare, nel suo essere confine porta la curiosità ed il rispetto per l’altrui “territorio”, nel suo essere contorno porta la percezione di immagini alle quali attribuire un senso.
I limiti sono chiavi che mettono in moto i sogni.
Immagina di sedere sulla sponda di un fiume, una leggera brezza ti accarezza il viso, un cagnolino corre davanti a te.
Ora, una cosa alla volta, elimina i “limiti”: togli le sponde al fiume e lascia che l’acqua pervada tutto, elimina il tuo corpo diventando tutt’uno col vento, non vedi nemmeno più il contorno di quel cagnolino, ormai confuso con lo sfondo.
Elimina i confini e pensa: cosa rimane di ciò che posso percepire? Quanto è importante il mio corpo nel mantenere un confine e, quindi, la mia stessa unicità? Quanto è importante conoscere i miei limiti per migliorarmi ma, anche, per sapere quando fermarmi?
Ora, prova con la mano ad accarezzarti il viso, porta attenzione alla sensazione che provi nel farti una carezza: nel leggero contatto puoi comprendere l’immenso valore dei confini che devono essere rispettati, la pelle della mano confina con la pelle del viso, non si possono fondere né confondere, ma possono, nel delicato movimento, acquisire il loro senso, quello che tu gli dai.
Quali limiti danno senso alla tua vita?
