Cammini per la strada e vedi un bimbo, con la faccia al muro, e tanti altri bambini a qualche metro da lui, immobili, in attesa di muoversi. Il bimbo al muro comincia a contare “un, due, tre”, gli altri bimbi corrono, ed, improvvisamente “stella!!!” e tutti si bloccano mentre il bimbo al muro si gira per guardare che tutti siano fermi immobili. Una bimba perde l’equilibrio e il bimbo al muro le dice “vai indietro di 3 passi da formica”. L’altro bimbo, troppo vicino al muro, barcolla un po’ “tu vai indietro di 3 passi da elefante”.
“Un Due Tre, Stella!”, un “gioco da bambini”… ma ti sei mai chiesto a cosa ti sia servito quel gioco? Era solo svago o, oggi che sei adulto, metti ancora in campo delle competenze acquisite mentre correvi verso la tana?
Ovviamente la risposta giusta è la seconda, le competenze indispensabili per la crescita vengono acquisite da bambini durante il gioco!
Un bambino che gioca è attivo con mente e corpo, apprende concetti e schemi motori, comunica con gli altri, impara ad avere un ruolo, esprime sé stesso, le proprie emozioni, le proprie idee, osserva gli altri, adotta strategie e pensieri alternativi, cerca soluzioni, fa parte di un gruppo, propone, sceglie, comprende e rispetta le regole, divertendosi.
Il gioco organizzato in autonomia dai bambini, ne coinvolge l’intera personalità, ne favorisce la motricità spontanea, soddisfa il bisogno ludico ed è motivante in sé per sé. In questa fase, l’attività motoria è direttamente correlata al divertimento.
A differenza del gioco spontaneo, fare sport comporta un significativo impegno motorio, bisogna allenarsi duramente e continuamente per poter raggiungere un elevato livello di prestazione: ad ogni sport specifico corrispondono specifici apprendimenti, sia in termini di movimento che di strategie mentali. A che serve imparare a fare gol se vuoi diventare atleta di ginnastica artistica? Ogni allenatore deve insegnare determinati schemi, deve dare modelli da seguire, ogni atleta deve possedere e allenare specifiche abilità in programmi di allenamento impostati in modo preciso e razionale. Nello sport c’è anche rischio di essere esclusi da un certo livello se non si acquisiscono determinate abilità.
Ciò che deve essere chiaro per tutti ed è fondamentale per la crescita di un bambino, però, è che non bisogna bruciare le tappe! I bambini hanno bisogno, prima di tutto, di giocare per divertirsi, fare sport per divertirsi, muoversi perché è divertente! Fai competere un bambino che non è pronto per crescere un adulto che odia qualsiasi forma di movimento e sport. Fai divertire un bambino mentre gli insegni movimenti, regole dei giochi e rispetto dell’altro per nutrire l’intera personalità dell’adulto che sarà.
Ecco dove si inserisce il GiocoSport! All’età di 4 o 5 anni, il bambino può apprendere e consolidare schemi motori e abilità di coordinazione ed equilibrio, trasversali per tutti gli sport. Nella ripetizione e nel riutilizzo creativo e personale delle abilità motorie, il bambino conosce e sperimenta i movimenti del proprio corpo, comprende sé stesso, impara a muoversi nello spazio, rispettando gli spazi altrui e accoglie le diversità e le similitudini con gli altri bambini. Attraverso il GiocoSport, ogni bambino sviluppa autonomia e impara il fair play, in un contesto stimolante in termini di pensiero creativo, movimento e relazione. Il GiocoSport non è solo gioco spontaneo e non è nemmeno uno specifico sport: è un’unione tra il divertimento e la regola, tra la spontaneità e l’organizzazione, tra il movimento libero e il movimento specifico; è un ponte che permette a tutti i bambini, senza distinzione, di unire il gioco e lo sport, percorrendo la strada del benessere che li porterà ad essere adulti attivi e appassionati per il movimento.
“Il bambino che non gioca non è un bambino,
l’adulto che non gioca, ha perso per sempre
il bambino che ha dentro di sé”
(Pablo Neruda)
