Felice è la persona che,
consapevole del proprio mondo interno e della propria natura,
tende alla realizzazione del vero Sé.
🌳🌴🌱 Felicità è un termine che ci portiamo dietro dal Sanscrito “bhu-” e dal Greco “fyo“: all’epoca la natura era sovrana e le persone, curiose, andavano alla ricerca di conoscenza e verità. Solo la verità, infatti, poteva avvicinarle alla divinità. E per raccontarla, la verità aveva bisogno di un linguaggio ricco, fruttuoso, fecondo come un albero da frutto: felice.
🍋🥝 La felicità è uno stato di naturale libertà proprio degli alberi da frutto, liberi di esprimere la loro produttività seguendo le proprie caratteristiche intrinseche. Per questo un cedro può essere ritenuto felice solo quando produce, per sua natura, cedri, senza imporre a sé stesso di essere diverso, senza pretendere da sé stesso di generare kiwi. Un cedro è felice solo se produce cedri al momento giusto, secondo natura, coi limiti interni, esterni e di tempo.
Quante volte hai provato ad essere qualcosa che non sei?
Magari ti sei sentito sbagliato perché non riuscivi a fare quello che facevano gli altri, non rendendoti davvero conto che stavi cercando di produrre kiwi, essendo, invece, un cedro?
🏃♀️🏃♂️ O hai cercato di seguire il ritmo degli altri, facendo una fatica immane, senza accorgerti che, semplicemente, non era il tuo tempo.
Se il tuo scopo è essere felice, prima di tutto devi sapere chi sei.
👻 I greci, anche qui, ci vengono in aiuto con un termine meraviglioso: eudaimonia, il “buon demone” che vive in noi, con noi, il nostro “spirito guida”. Termine che non deve essere confuso con l’edonismo che è piacere dato dal soddisfacimento di un bisogno.
😊 L’eudaimonia è felicità, è conoscenza profonda di ciò che si è, dei propri limiti, della propria naturale predisposizione a produrre il proprio frutto quando è il momento giusto. La felicità sta nel fare e realizzare il proprio “buon demone” secondo misura, secondo natura.
🍇 L’edonismo è piacere, godimento, raggiungimento del fine “animalesco” dell’uomo: piacere significa “placare” un bisogno che si ripresenta ciclicamente. Epicuro insegna, però, che il vero edonismo è un moto regolato che tende a mantenere un equilibrio interno, senza esagerazioni, che permette di evitare dolori e lacerazioni.
“I soli piaceri stabili sono l’atarassia (mancanza di turbamento) e l’aponia (assenza di dolore), conseguibili mediante una limitazione dei desideri, cioè delle cause dei dolori: il saggio, quindi, appagherà i desideri naturali e necessari (per esempio il desiderio del cibo), non invece i desideri naturali ma non necessari (come per esempio di un cibo gustoso) e tanto meno i desideri non necessari né naturali, che sorgono solo da vana opinione e da bisogni artificiali” (Enc. Treccani)
Saggi questi Greci, eh?!
Curiosità:
la radice greca “fyo”, dalla quale deriva la parola “felice”, fa da radice ad altre importanti e belle parole, tutte connesse nel linguaggio e per natura:
1) femmina
2) fecondo
3) feto
4) figlio
5) fare
E voi, cosa ne pensate?
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