MENTE E CORPO, PAROLE AI PENSIERI, PSICOLOGIA E SPORT

Alta la guardia

Stamattina mi è tornato tra le mani un mio flusso di pensieri, scritto qualche anno fa…
Lo condivido con tutte le persone un po’ fragili che nel tempo hanno costruito una corazza per “sentire meno”.

ALTA LA GUARDIA

“Imparerai a tenere alta la guardia nel momento in cui, dietro ad ogni centimetro di armatura che ti sei creata per vivere protetta, ti troverai ad affrontare la paura di essere sola. Sentirai una goccia attraversare il tuo viso, leggermente più pesante del semplice sudore. Sentirai che una goccia segue l’altra, il fiatone del combattimento spezzato in gola da un nodo che impedisce il fluido passaggio dell’aria.

L’iperventilazione, che fino a quel momento ha regalato alla paura un rifugio, diventerà faticosa. Il corpo fino a quel momento si era attivato per eseguire istruzioni semplici, gli schemi motori assimilati per mezzo di ripetizioni continue al fine di essere riproposti in caso di reale scontro.

Esegui il gesto tecnico e poi abbassi la guardia, mentre pensi “devo essere forte”.
Abbassi la guardia proprio mentre qualcuno prova a colpirti, abbassi la guardia e chiudi gli occhi, e senti che le gocce diventano sempre di più, e senti che l’aria non basta, cerchi di riprenderla con un singhiozzo, e poi un altro, e “devi essere forte” ma non hai il coraggio di guardare e reagire o allontanarti se realmente qualcuno ti sta colpendo.

La tua corazza è ceramica, dura forse, ma troppo facilmente frangibile; è così pesante che non ti permette di muoverti, non ti permette di respirare, non puoi rispondere all’attacco, non puoi scappare e sei consapevole di averla costruita tu, per separarti dal mondo.

Imparerai a tenere alta la guardia quando, dopo essere stata sfiorata dal dolore, permetterai a qualcuno di accudirti, in silenzio, per qualche istante.
Ti lascerai sfiorare il viso, impregnato di sudore, lacrime e mascara mentre, singhiozzando, cerchi di convincerti che va tutto bene, che adesso passa, ma non passa… e mentre ti fai vedere fragile, chi ti osserva sta legittimando ed accogliendo il tuo pianto.

E’ in quel momento, quando la corazza ha vertiginosamente fallito, che imparerai a tenere alta la guardia, senza il peso dell’armatura, ma semplicemente a mento alto, attraverserai la vita e ne emergerai, a guardia alta.

E poi imparerai anche ad abbassarla perché capirai che il senso di vuoto profondo che provi da così tanto tempo non viene riempito dal peso dell’armatura, non viene alleviato se chiudi gli occhi per non vedere ciò che ti ferisce, ma passa nello stesso momento in cui uno sguardo si posa amorevolmente su di te spogliandoti dalla sensazione di dover essere sempre forte e all’altezza”

Lascia un commento