Mi piace sempre partire dall’etimologia perché credo fermamente nel potere delle parole.
PSICOLOGIA è un termine che deriva dal greco, composto da PSYCHE (ψυχή) ovvero «anima» (per Socrate e Platone anima è sinonimo di vita interiore ed è centro dell’agire morale) e LOGìA (λογία) da LòGOS ovvero «discorso razionale, parola, narrazione».
Il significato del termine è cambiato nel tempo; nei manuali, convenzionalmente, si fa risalire la nascita della psicologia come sapere autonomo e sperimentale (o scienza) alla seconda metà dell’Ottocento quando, per la misurazione dei “fatti mentali” furono introdotte metodologie di ricerca standardizzate.
Resta il fatto che l’origine della psicologia, in termini di propensione e ragionamento su processi e funzioni dell’anima, la si può collocare nell’antica Grecia, seppur come “ramo” della filosofia. La filosofia, ovvero la passione e l’amore per la ricerca del sapere, è stata la madre di tutte le scienze: i filosofi erano coloro che sottoponevano ad esame gli aspetti più disparati della vita stessa attraverso il LòGOS che, come accennato prima, è il discorso logico, ovvero pensato e ragionevole.
Pertanto, riflettendoci, se si parla di psicologia si parla di una narrazione che ogni individuo può fare sul proprio mondo interno, unico ed inimitabile, sulle proprie emozioni, sui propri pensieri, sul proprio vissuto personale degli eventi della vita.
Gli ambiti applicativi e di ricerca in psicologia sono tanti e diversificati ma hanno tutti in comune il desiderio di comprendere, da diversi punti di vista, le funzioni cognitive (memoria, pensiero, percezione, attenzione…) gli atteggiamenti e i comportamenti dell’essere umano in diversi contesti (casa, scuola, lavoro…), in diverse fasce d’età (infanzia, adolescenza, età adulta, anzianità…) e in relazione agli eventi della vita o alle persone con le quali si entra in relazione.
Ogni essere umano mette in atto diversi comportamenti per affrontare la vita di ogni giorno; lo stesso evento o fatto può essere pensato e vissuto da persone diverse in modi diversi o, viceversa, eventi differenti possono suscitare reazioni simili in diverse persone, o in diversi momenti. I fattori che incidono sul modo di affrontare la vita sono davvero tanti, dalla storia personale al momento specifico che si sta vivendo, dal “macro” contesto economico e politico in cui si è inseriti ai contesti più “micro” (le persone che si incontrano, l’ambiente famigliare, il lavoro), dalla personalità agli atteggiamenti.
La lista potrebbe essere infinita, ma non è utile farne un elenco asettico; attraverso la chiave della psicologia, ogni persona può raggiungere una maggior consapevolezza di sé e dei propri modi di affrontare gli eventi della vita.
Elaborare un discorso sul proprio vissuto serve alla persona per comprendere sé stessa ed il mondo circostante; la psicologia serve proprio, a mio avviso, a mettere in ordine i pensieri e le esperienze, al fine di migliorare il proprio approccio al presente e al futuro.
